L’intervento ha riguardato la rigenerazione e l’adeguamento sismico del complesso dell’Emiciclo e della Palazzina ex G.I., una delle opere più significative della ricostruzione post-sisma dell’Aquila. Si tratta del primo edificio sede pubblica in Europa ad essere dotato di un sistema di isolamento sismico alla base, una tecnologia d’avanguardia che consente di proteggere le strutture dagli effetti delle scosse di terremoto.
In pratica, l’edificio è stato sollevato e adagiato su speciali dispositivi elastomerici, veri e propri “ammortizzatori” che lo separano dal terreno, attenuando le vibrazioni in caso di sisma. Una soluzione che, fino a pochi anni fa, poteva sembrare frutto dell’immaginazione, ma che oggi rappresenta una concreta applicazione della più evoluta scienza delle costruzioni, già ampiamente sperimentata in paesi come il Giappone.
Valorizzazione storica e recupero architettonico
L’intervento ha saputo coniugare innovazione strutturale e tutela del patrimonio storico, rispettando appieno il valore architettonico del complesso e riportando alla luce importanti testimonianze del passato. Durante i lavori, infatti, sono stati recuperati gli spazi originari della vecchia chiesa di San Michele, situata al di sotto dell’attuale edificio, oggi adibiti a biblioteca. Il restauro ne ha preservato le caratteristiche storiche e la spazialità originaria, restituendo un ambiente di grande suggestione.
La nuova sala ipogea e gli spazi pubblici
L’intervento ha previsto anche la realizzazione della nuova sala ipogea, collocata sotto la piazzetta antistante il palazzo. Con una superficie di circa 590 metri quadrati, la sala è pensata per ospitare le assemblee del Consiglio Regionale e, all’occorrenza, eventi pubblici, convegni o mostre, diventando così un vero spazio polifunzionale a servizio della città.
Nella piazza interna, la precedente copertura opaca è stata sostituita da lastre di vetro ad alta resistenza, restituendo luminosità e trasparenza agli ambienti sottostanti. Le unità di climatizzazione, precedentemente posizionate sulla copertura, sono state ricollocate altrove, consentendo di ricostruire la percezione originaria del chiostro e la vista verso il cielo. La piazza è oggi concepita come un forum urbano e giardino d’inverno, uno spazio di incontro e di relazione tra architettura, natura e cittadinanza.
Arte, luce e contemporaneità
Il palazzo, moderno ma rispettoso delle sue origini, ospita la vetrata policromatica dell’artista Franco Summa, un’opera luminosa che simboleggia la fusione tra storia, rinascita e innovazione. In linea con questa vocazione culturale, l’edificio accoglie inoltre mostre ed esposizioni d’arte contemporanea, consolidando il suo ruolo di luogo vivo e dinamico, aperto al dialogo tra passato e futuro.